F.A.Q.
[domande frequenti]

Si può guarire dal mutismo selettivo?

Certamente. Il mutismo selettivo è un disturbo d’ansia, che si può imparare a gestire, mettendo in campo strategie che ridimensionano le difficoltà da affrontare. Sono tre gli aspetti di rilievo:
1) affidarsi a uno specialista che sia in grado di accompagnare il bambino nel suo percorso di recupero. A dispetto dell’uniformità di manifestazione, è un disturbo eterogeneo e complesso che assume, in ogni bambino, forme, intensità e sfumature diverse, che esigono strategie d’intervento individualizzate, tenendo conto delle peculiarità con cui ciascun bambino esprime il proprio disagio e le difficoltà legate al suo silenzio;
2) rendere genitori e insegnanti consapevoli delle difficoltà del bambino, con l’apprendimento di strategie che aiutino il bambino e lo sostengano nell’affrontare la sua condizione di disagio;
3) mettere in campo un lavoro di squadra, con un’attiva collaborazione tra genitori, insegnanti e terapeuta capace di costruire una visione comune. Un lavoro di rete, un gioco di squadra che coinvolga genitori, insegnanti e terapeuta, oltre a trasmettere quella sicurezza che instilla nel bambino un senso di protezione e un significato di accettazione della sua condizione, consente di costruire obiettivi e strategie condivise, mette in circolo vissuti, competenze e prospettive di lavoro, rendendo imprescindibile questo requisito da un processo terapeutico efficace di recupero. Comprensione, accettazione e pazienza sono gli ingredienti principali da mettere in campo, essenziali per accompagnare il bambino a uscire dal suo silenzio

Quali sono i problemi ai quali i genitori di bambini selettivamente muti sono confrontati?

I genitori di bambini con mutismo selettivo, in genere, vivono uno o più dei seguenti problemi:
- difficoltà a prendere coscienza del problema dei loro bambini, difficoltà determinata da una serie di fattori: il proprio figlio assume a casa, generalmente, un comportamento del tutto normale, il più normale del mondo; il Mutismo Selettivo è poco conosciuto e spesso è scambiato per semplice timidezza: ci vuole quindi un po’ di tempo perché i genitori realizzino che il loro bambino ha bisogno di aiuto;
- difficoltà a far capire il mutismo nell’ambiente in cui vive il bambino: quando i genitori prendono consapevolezza che il loro figlio ha il Mutismo Selettivo, devono poi essere in grado di spiegare il problema a tutta una serie di attori (famiglia, amici, insegnanti, ecc.) che non hanno alcuna conoscenza di questo termine;
- difficoltà a trovare uno/una specialista: sono ancora pochi gli specialisti competenti su questo tema, preparati per avviare un trattamento terapeutico adeguato al Mutismo Selettivo, soprattutto nei servizi sanitari territoriali e fuori dai centri urbani;
- difficoltà a ottenere un aiuto da parte della scuola: l’intervento terapeutico, perché sia coronato da successo, esige la collaborazione stretta tra genitori, psicoterapeuta e insegnanti. La scuola, quindi, dovrebbe predisporre un ambiente consono a ospitare il bambino, soprattutto nella fase di ingresso scolastico;

- gli equivoci causati da luoghi comuni e punti di vista errati sul Mutismo Selettivo: la madre come “superprottettrice” e, nei casi più tragici, un padre sospettato di maltrattamenti gravi o di abusi sessuali sul suo bambino/bambina.
In certi casi, queste difficoltà possono generare delle tensioni all’interno del rapporto di coppia. Un sostegno psicologico per i genitori può rivelarsi necessario, con una presa in carico del bambino. 

Qual è la causa del problema?

Non sono note le cause del mutismo selettivo. In realtà, si assume che non esista una sola causa: lo sviluppo del mutismo selettivo sembra essere il risultato dell'interazione di una varietà di fattori genetici, temperamentali, ambientali, un disturbo multifattoriale, probabilmente di origine genetica, le cui fonti d’ansia, nel bambino che ne è affetto, si identificano con un senso di inadeguatezza e incapacità, che gli fanno vivere un costante disagio nelle situazioni non familiari, con la paura di essere sottoposto al giudizio altrui, convinto di essere valutato negativamente dagli altri, con il provare vergogna e metavergogna, generate dalla paura di mostrarsi agli altri.
Johnson e Wintgens (2001) distinguono nel loro manuale tre distinti tipi di fattori: i fattori che predispongono al silenzio (fattori predisponenti), i fattori precipitanti che generano silenzio (fattori precipitanti) e i fattori che perpetuano il silenzio (fattori perpetuanti). Tra i fattori che predispongono al mutismo vengono inclusi una frequente presenza di timidezza, ansia sociale o addirittura un passato di mutismo selettivo nella storia di famiglia, soprattutto tra i genitori.
Il dibattito sulla questione se l'ansia sia trasmessa geneticamente dai genitori o sia il risultato di aspetti educativi o rilevati dal contesto ambientale, rimane ancora aperto.
Il mutismo selettivo può essere riscontrato nelle famiglie in cui è presente il bilinguismo, o nelle famiglie di immigrati, in cui il bambino si trova immerso in una nuova lingua.
L’ingresso a scuola può costituire un altro dei fattori scatenanti il disturbo. 

Ci sono dei libri in italiano sul Mutismo Selettivo?

Sono pochissimi i libri che trattano questo argomento da un punto di vista scientifico. In passato, la letteratura includeva testi che, alla luce degli sviluppi e delle informazioni di cui oggi disponiamo, si possono definire superati.

La più recente produzione editoriale considera qualche titolo, ma il panorama è ancora carente.

La letteratura anglosassone è molto più ricca di testi, sul web si possono rintracciare i libri reperibili.

Il Centro di Documentazione di F94.0 mette a disposizione la sua biblioteca, con libri, articoli e video documentari, sia italiani che stranieri. 

F94.0 - Mutismo Selettivo e disturbi d'ansia
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